La leadership ed i segreti di una collaborazione creativa
I grandi gruppi hanno dato forma al nostro mondo, dai dei giovani geni che a Los Alamos fecero esplodere l’atomo, ai giovani scienziati e hackers che hanno inventato il computer che era personal così come potente. Questo dovrebbe difficilmente sorprenderci. In una società così complessa e tecnologicamente sofisticata come la nostra, i progetti più urgenti richiedono i contribuiti coordinati di molte persone talentuose. Anche se l’obiettivo è costruire un business globale o scoprire i misteri del cervello umano, una persona non può sperare di conseguirlo da solo, quanto dotato lui o lei può essere. E ancora, anche se facciamo il caso di collaborazione, noi resistiamo all’idea di creatività collettiva. La nostra mitologia si rifiuta di incontrarsi con la nostra realtà e quindi ci aggrappiamo al mito del Lone Ranger,l’idea romantica che le cose grandi sono di solito realizzate da un individuo che lavora da solo.
Data la nostra continua ossessione per la figura del genio solitario, riflessa in tutto a partire dal culto dei direttori cinematografici alla nostra fascinazione con Bill Gates e altri imprenditori di alto profilo, non ci deve sorprendere se tentiamo di sottostimare quanto creativo sia il lavoro compiuto in gruppo. Oggi un importante ricerca scientifica rappresenta il migliore pensiero e paziente lavoro in laboratorio di centinaia di persone. La collaborazione prende posto costantemente anche nell’arte. Un esempio classico è Michelangelo che assomiglia molto a Charlton Heston, che lavora da solo sull’impalcatura per dipingere la cappella. Tredici persone lo hanno aiutato. Michelangelo non fu il solo artista; lo è stato, come biografo William E. Wallace che ha fatto notare che egli fu il capo di una grande impresa imprenditoriale.
Dobbiamo tornare ai grandi gruppi se speriamo di capire come la più rara delle risorse preziose, il genio, possa essere combinata con successo con un grande sforzo per archiviare risultati che migliorino tutte le nostre vite.
Tutti i grandi gruppi hanno straordinari leaders che sanno esercitare la loro leadership. È un paradosso, è vero, perché i grandi gruppi tendono ad essere collegiali e non gerarchici, popolati da singoli individui che competono che spesso hanno una vena autoritaria. Ciononostante, virtualmente ogni grande gruppo ha capo forte e visionario. Ogni leader ha un occhio acuto per il talento. Reclutare il giusto genio per il lavoro è il primo passo per costruire grandi collaborazioni. I leader dei gruppi sono quasi sempre dei pragmatici sognatori. Un sogno è sempre la grandezza, un’ambizione non semplice da raggiungere. Il sogno è il meccanismo che guida il gruppo, la visione che ispira il team a lavorare come se il destino della civilizzazione si riposasse su i loro complementari progetti.
Molti grandi gruppi hanno una doppia amministrazione. Essi hanno un leader visionario e qualcuno che li protegge dal mondo esterno. I grandi gruppi tendono ad essere non conformisti. Nei grandi gruppi c’è spesso bisogno di qualcuno che allontani non solo il criticismo ma anche l’attenzione dai pensatori burocratici e convenzionali in altri posti all’interno dell’organizzazione. I tipici protettori mancano del fascino dei leader visionari, ma essi non sono meno essenziali, particolarmente all’interno delle imprese che richiedono sanzioni ufficiali o che non possono realizzare i proprio sogno senza un consenso istituzionale.
Chi diventa parte di un grande gruppo? Se non ribelli, i partecipanti mancano di credenziali tradizionali o queste esistono sul margine della loro professione. Sono quasi sempre giovani. Probabilmente la cosa più importante che i membri giovani spesso portano è la loro fiducia nelle illusioni. Così, molti grandi gruppi sono alimentati da una rinvigorente, completamente non realistica visione di cosa essi possono compiere/realizzare. Non sapendo cosa essi non possono fare mettono qualsiasi cosa nella sfera delle possibili. Grandi gruppi spesso mostrano l’evidenza di una smentita/negazione collettiva. La negazione può oscurare ostacoli e irrigidire la risoluzione. Può liberare. I grandi gruppi non sono realisti. Sono esuberanti e irrazionalmente ottimisti
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