Leadership: accetta quello che non può essere cambiato e cambia quel che è possibile
Prendere il controllo di tutti gli aspetti della tua vita. “La tua vita è il risultato di tutte le scelte che fai, sia coscientemente che non. Se puoi controllare il processo di scelta però puoi trovare la libertà che viene dall’essere responsabili di se stessi”. Robert Bennett, U.S. senator
Accettare la responsabilità delle proprie scelte inizia con il capire dove le nostre scelte giacciono. Questa idea è fantasticamente resa dalla saggezza senza tempo dell’antica preghiera della serenità:
Dio, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso,
e la saggezza di sapere la differenza.
Ogni verso rappresenta un passo importante nella crescita della nostra leadership. Considera il primo verso un’invocazione "garantiscimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare".
C’è una lunga lista di cose che noi come leader non possiamo controllare, ma possono avere un impatto maggiore sulla nostra organizzazione. Queste includono trend economici e politici, cambiamenti tecnologici, nei gusti dei consumatori e nei trend di mercato, così come catastrofi causate da comportamenti umani (guerre, terrorismo) e le cosiddette “azioni di Dio”, come uragani o tornadi.
Il poeta Longfellow offre grandi consigli riguardo a come affrontare questi fattori non controllabili quando dice, “ la miglior cosa che qualcuno possa fare quando piove è di lasciar piovere”. Gran solido consiglio!
Il fatto è che le cose succedono. La vita non è giusta. Il miglior approccio per arrivare ad un accordo con le cose che non possono essere cambiate è accettarle.
Il secondo verso della preghiera della serenità chiede "il coraggio per cambiare le cose che posso". Scegliere di fare dei cambiamenti è difficile. È molto più semplice dare la colpa a chiunque altro per i propri problemi e usare questo come una scusa per non fare niente. Ma i leader non buttano via il loro potere di scelta.
Nel suo Best Seller, "The Road Less Traveled", Scott Peck scrive, "ogni volta che cerchiamo di scaricare la responsabilità per un nostro comportamento, lo facciamo per dare la responsabilità a qualche altro individuo o organizzazione o entità. Ma questo significa che diamo il nostro potere di scelta ad un’altra entità, che sia il destino, la società o il governo o l’azienda o il nostro boss. È per questo che Erich Fromm ha intitolato in modo così appropriato il suo studio sul Nazismo e autoritarismo, "Escape from Freedom" (fuga dalla libertà). Nel tentativo di evitare peso/dolore della responsabilità, milioni e milioni di persone cercano ogni giorno di scappare dalla libertà."
Richiede molto coraggio accettare l’intera responsabilità delle proprie scelte, specialmente per il nostro modo di essere e la nostra mentalità.
Il verso conclusivo della preghiera – "e la saggezza di conoscere la differenza" - è forse la parte più forte di tutte.
Nei nostri workshop con le direzioni dei team spesso entriamo in vivaci dibattiti riguardo queste cose dove il gruppo ha il potere di agire. Tentiamo di classificare loro come appartenenti a re categorie: senza controllo; con controllo diretto; Influenza. Raramente parliamo di bianco o nero. Ma come spesso succede sottostimiamo l’influenza che possiamo avere all’interno di un’organizzazione – o nel mondo in una visione più ampia. Ma che disse Robert Kennedy una volta "ogni volta che un uomo si alza per un’idea o si adopera per migliorare le condizioni/il destino degli altri o sciopera contro le ingiustizie, manda avanti una minuscola smossa di pensiero, e attraversandosi l’uno con l’altro da diversi milioni di centri di energia e audacia, questi minuscoli formano una corrente che può spazzare i muri dell’oppressione e della resistenza".
Siamo sia parte del problema che della soluzione. Non c’è campo neutrale. I leader forti prendono la decisione di essere parte della soluzione e vanno avanti con essa – non importa quanto piccole siano le loro onde di cambiamento.
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