Manager non leader
La differenza più grande tra i manager e i leader è il modo in cui essi motivano o seguono le persone che lavorano con loro. Questo stabilisce “la linea”/il tono per la maggior parte degli altri aspetti di quello che fanno.
Molte persone, nonostante tutto, sono entrambi. Hanno lavori di gestione, ma sanno che non si possono comprare i cuori, specialmente quando devono essere seguiti lungo strade difficili, e quindi devono comportarsi da leader ed esercitare la loro leadership.
I manager hanno dei subordinati
Per definizione, i manager hanno dei subordinati – a meno che il loro titolo non sia onorario e dato come riconoscimento di anzianità, caso in cui il titolo è improprio e il loro potere sugli altri è diverso rispetto alla autorità formale.
Autoritari, uno stile transazionale
I manager hanno una posizione di autorità data loro dalla società/azienda, i loro subordinati lavorano per essi e per la maggior parte fanno quello che gli viene detto. Lo stile della gestione è transazionale, in questo il manager dice ai subordinati cosa fare, e i dipendenti lo fanno non perché sono dei robot cechi, ma perché è stata promessa loro una ricompensa (come minimo uno stipendio/un salario) per fare così.
Lavoro per obiettivi
I manager sono pagati per fare in modo che le cose siano eseguite (sono anch’essi dei subordinati), spesso con strette costrizioni di tempo e soldi. Solitamente i manager passano per abitudine/in modo naturale gli obiettivi del lavoro ai propri subordinati.
Ricerca di comfort
Una ricerca interessante riguardo i manager è che essi tendono ad arrivare da ambienti familiari stabili e conducono vite relativamente normali, tranquille. Questo porta loro ad essere abbastanza avversi ai rischi e cercano di evitare i conflitti quando possibile. In poche parole, solitamente preferiscono correre su “una barca felice”.
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